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Aspirante cornuto.


di cuckold211
20.09.2025    |    8.430    |    10 9.5
"" "Ok, ma non esser troppo invadente! Voglio divertirmi, tu puoi starmi vicino, ma non dovrai infastidirmi; se sarai bravo, al ritorno ce ne torniamo a casa mia; ora abito in una..."
Ho ricevuto l'elaborato che segue da un utente del sito che si definisce "aspirante cornuto"; mi ha assicurato che i fatti narrati sono assolutamente reali, non di fantasia, e per questo mi ha chiesto di mantenere l'anonimato. Spero sia di vostro gradimento.

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Sono Paolo, 36 anni, sposato con Daniela (35enne), da 12, più due di fidanzamento.
Ci eravamo conosciuti a 19 anni, perché quasi coetanei, ma lei frequentava una compagnia diversa dalla mia, anche se ci si trovava negli stessi posti, tra bar, discoteche, ecc.
Le sono stato dietro per parecchio tempo, perché era una delle ragazze più belle della compagnia: alta m.1,65, fisico mediterraneo, capelli lunghi, una magnifica terza di seno, vestiva in maniera decisamente provocante, certa del suo sex appeal, e posso aggiungere che se lo poteva permettere, in quanto faceva sbavare tutti i maschi con cui interagiva.
In quel periodo, stava con un ragazzo più grande, 23 anni, ma la loro storia finì un po' bruscamente in quanto soggetto possessivo, geloso, che si infiammava per sciocchezze, mentre lei era un peperino e, se capitava che alzasse un po' il gomito durante le serate nei locali, non si faceva scrupoli ad accettare proposte da altri ragazzi.
Quando andava in discoteca, vestiva sempre con minigonne cortissime, tacchi alti e, sopra, top che mettevano in bella vista le sue tette; a vederla truccata, appariva "strafiga" e tutti i maschi facevano pensieri più che osceni su di lei.
Fu in una di queste serate che lei litigò furiosamente con il "filarino", al punto che lui la lasciò da sola e se ne andò via.
Nei giorni a seguire, girava voce che lui l'avesse sorpresa a limonare con un tipo che la palpava ovunque.

Una domenica ci siamo incontrati ad una festa di compleanno di un amico comune; lei era bellissima in un miniabito mozzafiato, tette ben in vista e ballava con diversi ragazzi; io non potevo far a meno di guardarla e l'ho fatto per tutta la serata, mentre lei faceva la civettuola con tutti.
A fine serata, un'amica, Marta, mi chiede di darle un passaggio a casa ed io non glielo nego; poi, nel momento di andar via, si accoda a noi anche Daniela; mi sembrava di vivere un sogno: non potevo crederci.
Nel percorso per raggiungere l'auto, sempre Daniela mi chiese di esser tenuta sottobraccio, perché i tacchi alti le impedivano di camminare con scioltezza; fui inebriato dal suo profumo, oltre che dalla cicca che masticava, a trovarmela al fianco.
In auto, Marta occupò il posto del passeggero, perché a breve sarebbe scesa, mentre Daniela prese posto sul divano posteriore, dovendo raggiungere un paesino più distante. Inutile dire che i miei occhi erano di continuo sullo specchietto che mi rifletteva una visuale straordinaria sulle cosce di Daniela, cosa che proseguì ancora, quando, scesa Marta, si spostò al mio fianco. Avevo quelle sue cosce scoperte fin quasi alle mutandine e la cosa mi mandava in fumo il cervello.
Iniziammo a parlare del più e del meno, fino a che mi propone di salire su in casa, dal momento che era sola, in quanto i genitori erano al mare. Ero già a cazzo duro e questo mi diede il colpo di grazia: quanto mi sarebbe piaciuto avere per fidanzata una femmina così!
Ovviamente non me lo feci ripetere: era da tempo che la desideravo da matti, ma mi astenevo dal propormi, perché la ritenevo non libera. Saliti su da lei, prese delle birre dal frigo, ci sediamo sul divano e mi parla stando fin troppo vicina; di colpo, non ci ho visto più: l'ho tirata a me e l'ho baciata, infilandole la lingua in bocca. Invero mi sarei aspettato un rifiuto, ma, al contrario, sembrava una sanguisuga; non smettevo di dirle che erano mesi che la ammiravo, desiderandola come un forsennato.
Eravamo avvinghiati ancora vestiti, lei, come una furia, si strofinava sul mio cazzo; riuscii a liberare le sue tette e gliele palpavo prendendo a ciucciarle i capezzoli. Ci eravamo spinti sulla via del non ritorno: mi sbottona i pantaloni, me lo tira fuori, lo sega un po' e poi lo prende in bocca, ingoiandolo tutto. Mi ciucciava come farebbe un neonato alla mammella della madre: aveva una voglia di cazzo da non credere, confermando le voci su di lei circa il fatto che fosse una gran "troia".
Ero sempre più eccitato e non riuscivo a controllarmi con una cavalla del genere; cercavo di spostarle il viso, perché stavo per sborrare e non ero certo se lei avesse gradito che lo facessi nella sua bocca. Lei, però, aveva capito e mi spinse via la mano; a quel punto mi son abbandonato ed ho goduto nella sua bocca; lei non l'ha mollato fino all'ultima goccia.

Restiamo ancora un po' abbracciati sul divano ed io la colmo di complimenti dicendole:
"Sei fantastica, mi piaci un sacco!"
Chiacchieriamo un po' circa la festa cui avevamo partecipato, finché lei mi dice: "si è fatto tardi"; implicito invito ad abbandonare il campo, allora le rispondo che me ne andrò a casa, vorrei salutarla con un bacio in bocca, ma lei si ritrae.
Oramai ero cotto di lei e la cerco nei giorni a seguire, ma trova sempre una scusa, per cui chiedo aiuto ad una amica comune, raccontandole di quanto c'era stato tra noi; lei scoppia a ridere e mi risponde:
"Paolo, Daniela è una cui piacciono i ragazzi; quella vuole solo divertirsi; lasciala perdere, non è una ragazza che fa per te; pensa che stava con Edo da un anno e sapessi quante "corna" gli ha messo; quello l'ha piantata, perché non ne poteva più di avere una fidanzata così zoccola e provocante; la vedi come si veste? Con quei tacchi alti, gonne che a malapena le coprono le chiappe, va in giro come una prostituta; dopo solo due birre, dà retta al primo che le passa davanti e se lo fa".

Dopo alcune settimane, un pomeriggio, riesco a vederla al centro commerciale; ci salutiamo e le chiedo se sabato sera fosse stata libera per andare in disco; lei mi risponde "ti faccio sapere", mi saluta e scappa via. Il suo profumo mi fa perdere la testa: cazzo, quanto è figa, si era appena fatta la lampada, perché usciva dal centro estetico.
Passa qualche giorno e mi manda questo messaggio:
"Ciao, Paolo, se ti va, sabato possiamo andare in disco!"
Non credevo alle mie orecchie, ci misi un attimo a realizzare e subito le risposi:
"OK, va benissimo; a che ora passo a prenderti?" cui lei precisa che, circa l'ora, me l'avrebbe fatta sapere sabato pomeriggio.
Arriva il sabato, non sto nella pelle, passo la giornata in fibrillazione; finalmente, verso le 18:00 mi perviene un sms che mi avvisa che sarebbe stata pronta per le 21:00, avrei dovuto prima portarla a mangiare una pizza e poi in disco.
Sono sotto casa sua un po' in anticipo; non stavo nella pelle a rivederla; alle 21:00 le mando l'sms.
Dopo circa 10 minuti, che mi è sembrato un tempo infinito, la vedo avvicinarsi all'auto; cazzo, che figa! Nel salire a bordo, il suo profumo mi manda in estasi; mi dà un bacio sulla guancia e partiamo; la riempio di complimenti, cui lei risponde:
"Dai, non esagerare..."
Parcheggio nello spazio riservato della pizzeria e ci avviamo all'entrata: gonnellina, tacco alto ed una camicia ben slacciata in maniera da mostrare un decolleté micidiale; *non è poi così scandalosa, dai!* Sta benissimo e gli occhi di tutti gli avventori sono per lei; sono felicissimo che tutti l'ammirino; arriva la cameriera, simpaticissima, la conoscevo ed esordisce:
"Complimenti! Molto bella la tua fidanzata!", al che rispondo: "magari!!!!!"
E' Daniela che risponde: "Siamo solo amici", la cameriera va via e lei mi dice: "Non farti strani pensieri; sei un bel ragazzo, ma non voglio impegnarmi: preferisco star da sola; per ora, basta fidanzati; sono stufa di fidanzati gelosi e possessivi, che non mi permettono di esser libera di far quel che mi va; finché non trovo chi saprà capirmi ed accetta questo mio modo di pensare e comportare, non voglio nessuno; ho voglia di divertirmi..."

Ascoltavo le sue parole e tra me dicevo: pur di averti, farei qualunque cosa per te!
Finita la pizza, mi dice vado alla toilette; al vederla camminare su quei tacchi, era uno spettacolo: i maschi presenti la divoravano con gli occhi, io la guardavo e dicevo: *che pezzo di figa!*
Ritornata dal bagno, mi dice:
"Andiamo, dai..." Pago e torniamo all'auto; la discoteca era a circa 15 minuti di strada; mi dice:
"Al primo parcheggio che trovi, fermati!"
Entro nel parcheggio di un grande distributore e mi fermo. Lei dice: "Ok, va un po' più avanti: mi devo cambiare!"
Vedo che scende, per salire dietro; ha un piccola busta da cui tira fuori un top bucherellato, con delle X che coprono i capezzoli; una specie di fascia nera in pelle che fa da microgonna; al che le chiedo:
"Ma come ti sei conciata?" cui lei risponde: "Non rompere; mica sei il mio ragazzo? Quindi fatti i fatti tuoi, altrimenti scendo e faccio l'autostop..."
Risale davanti; era nuda, cazzo; le dico: "Ma sei troppo... così!!! Sei nuda..."
E lei: "In disco mi eccita provocare, farmi guardare... Adoro provocare voi maschi..."
Sto guidando e non riesco a non guardare quelle sue cosce; si era coperta un po' con un giubbino in pelle e le dico:
"Stasera ti dovrò stare appiccicato; non oso immaginare in quanti ti sbaveranno addosso..."
"Ok, ma non esser troppo invadente! Voglio divertirmi, tu puoi starmi vicino, ma non dovrai infastidirmi; se sarai bravo, al ritorno ce ne torniamo a casa mia; ora abito in una mansarda, sopra la casa dei miei genitori".
Nel dire quelle cose, aveva una faccia da troietta che mi intrigava non poco; allungo una mano e le tocco la coscia, dicendole che mi fa letteralmente impazzire.
Entriamo in discoteca, lei si toglie il giubbino e lo butta su un divanetto; subito si proietta in pista, affollatissima, faccio fatica a seguirla; lei balla in modo decisamente provocatorio, per cui non tardano a farsi avanti i primi ragazzi, che la circondano...

(continua)

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